In queste pazzepazze ore di bagordi natalizi,
non mi resta che augurare a tutti quelli che passano di qui un buon natale, ed un inizio 2007 beh come dire.. scoppiettante!
Ogni bene.
Pace amore e un bue riscaldante a tutti.
lunedì 25 dicembre 2006
lunedì 18 dicembre 2006
B puntato N puntato
Caro Babbo Natale,
mi son sempre rivolta al signor Gesù Bambino finora, ma con scarsi risultati.
Quest'anno provo con te, che ho saputo lavori per grandi aziende rosse e bianche, quindi sarai pieno di soldi e potere, e forse potrai esaudire i miei desideri.
Son stata una brava bambina quest'anno. Qualcuno mi ha messo un po' i bastoni fra le ruote, ma credimi che ho lottato assai ed eccomi qui.
Quest'anno per natale vorrei (beh, se non ce la fai per il 25 va bene anche qualche giorno dopo, non farti problemi):
-milioni di pezzi di lego,e tanta plastilina
-che film tipo Natale a.. si autolesionassero
-tantissime macchine fotografiche, e altrettanti obiettivi
-che i capelli mi crescessero velocemente e senza doppie punte (se già di due colori, ancor meglio)
-un autolicenziamento di massa dei vertici alti di CV
-che bellinzona diventasse centro di divertimento svizzero (anche arbedo eventualmente)
-una scala x arrivare sulla luna senza troppi sbattimenti
-l'estinzione dell' "UomoPuttana"
-che i posteggi supsi diventassero gratuiti
-crescere di 6 centimentri
-la morte di pikachu mediante una improvvisa palla di fuoco che sprigionerò io stessa dal palmo della mano
-poter far smettere di parlare la gente con uno schiocco di dita
-una pecora sorridente e possibilmente parlante
-che i dolci facessero dimagrire
-a tratti, avere la possibilità di spegnere il cervello
-fidanzarmi con "l'Angelo" di Dopo Mezzanotte
-e la pace nel mondo
Ovviamente, Babbo, se dovesse venirmi in mente qualcosa all'ultimo ti farò sapere. Non é molto educato, ma una mano puoi darmela no?
Che Babbo sei sennò?
Sotto il tavolo ti lascio del latte e del fieno per le renne.
Un po' nascosti puoi trovare anche due milinciane, 4 cannoli e a pasta chi sardi. Per gradire.
Un abbraccio Babbo,
Valeria
mi son sempre rivolta al signor Gesù Bambino finora, ma con scarsi risultati.
Quest'anno provo con te, che ho saputo lavori per grandi aziende rosse e bianche, quindi sarai pieno di soldi e potere, e forse potrai esaudire i miei desideri.
Son stata una brava bambina quest'anno. Qualcuno mi ha messo un po' i bastoni fra le ruote, ma credimi che ho lottato assai ed eccomi qui.
Quest'anno per natale vorrei (beh, se non ce la fai per il 25 va bene anche qualche giorno dopo, non farti problemi):
-milioni di pezzi di lego,e tanta plastilina
-che film tipo Natale a.. si autolesionassero
-tantissime macchine fotografiche, e altrettanti obiettivi
-che i capelli mi crescessero velocemente e senza doppie punte (se già di due colori, ancor meglio)
-un autolicenziamento di massa dei vertici alti di CV
-che bellinzona diventasse centro di divertimento svizzero (anche arbedo eventualmente)
-una scala x arrivare sulla luna senza troppi sbattimenti
-l'estinzione dell' "UomoPuttana"
-che i posteggi supsi diventassero gratuiti
-crescere di 6 centimentri
-la morte di pikachu mediante una improvvisa palla di fuoco che sprigionerò io stessa dal palmo della mano
-poter far smettere di parlare la gente con uno schiocco di dita
-una pecora sorridente e possibilmente parlante
-che i dolci facessero dimagrire
-a tratti, avere la possibilità di spegnere il cervello
-fidanzarmi con "l'Angelo" di Dopo Mezzanotte
-e la pace nel mondo
Ovviamente, Babbo, se dovesse venirmi in mente qualcosa all'ultimo ti farò sapere. Non é molto educato, ma una mano puoi darmela no?
Che Babbo sei sennò?
Sotto il tavolo ti lascio del latte e del fieno per le renne.
Un po' nascosti puoi trovare anche due milinciane, 4 cannoli e a pasta chi sardi. Per gradire.
Un abbraccio Babbo,
Valeria
mercoledì 13 dicembre 2006
mi piacerebbe tanto..
...che le stampanti alla supsi funzionassero
...che se per caso le stampanti funzionano, ci siano i toner. Si tutti, giallo ciano magenta e nero. È chiedere troppo?
...che se una persona si iscrive ad animazione, poi non va a finire in un corso di tipografia
...che i professori di animazione sapessero usare i programmi d'animazione
...che lo stabile scolastico avesse dei riscaldamenti funzionanti
...che mia madre non toccasse la mia scrivania
...avere una scrivania ancora visibile (mea culpa, è stracolma)
...che questo pc non si spegnesse solo
...che la polvere della mia camera, x una strana reazione chimica si disintegrasse da sola
...sapermi esprimere al meglio
...dire sempre TUTTO
...non dover andare in paranoia per cazzate (ri mea culpa)
...che la gente fosse più rock
e niènDe.. mi HO penZato di scrivere tutte delle cosse che mi vèngono in mènDe e niènde, senza un filo loGGico e quindi niènde le metterò tra le parenDesi perché alla fine tutto questo "niènde" sarà incomprensiBbile.
[Fa un freddo cane, ho una pila di libri da leggere, dovrei comprare dei post it, che ridere il maialino rosa della commercio attaccato allo zaino, vorrei andare a losanna, devo comprare alcuni cd, ho voglia di fare e sviluppare molte foto, é giunta l'ora di accendere tante candele in camera, mi sta sui maroni il workshop e il francese che "End so, ai tinc det ior animescion dasent uorc veri mach ed so ai tink det maibi is better if iu du anoder uan bat yeah, iu chen du a botton and den ui chen click and it uill bi fanni" FANCULO].
...che se per caso le stampanti funzionano, ci siano i toner. Si tutti, giallo ciano magenta e nero. È chiedere troppo?
...che se una persona si iscrive ad animazione, poi non va a finire in un corso di tipografia
...che i professori di animazione sapessero usare i programmi d'animazione
...che lo stabile scolastico avesse dei riscaldamenti funzionanti
...che mia madre non toccasse la mia scrivania
...avere una scrivania ancora visibile (mea culpa, è stracolma)
...che questo pc non si spegnesse solo
...che la polvere della mia camera, x una strana reazione chimica si disintegrasse da sola
...sapermi esprimere al meglio
...dire sempre TUTTO
...non dover andare in paranoia per cazzate (ri mea culpa)
...che la gente fosse più rock
e niènDe.. mi HO penZato di scrivere tutte delle cosse che mi vèngono in mènDe e niènde, senza un filo loGGico e quindi niènde le metterò tra le parenDesi perché alla fine tutto questo "niènde" sarà incomprensiBbile.
[Fa un freddo cane, ho una pila di libri da leggere, dovrei comprare dei post it, che ridere il maialino rosa della commercio attaccato allo zaino, vorrei andare a losanna, devo comprare alcuni cd, ho voglia di fare e sviluppare molte foto, é giunta l'ora di accendere tante candele in camera, mi sta sui maroni il workshop e il francese che "End so, ai tinc det ior animescion dasent uorc veri mach ed so ai tink det maibi is better if iu du anoder uan bat yeah, iu chen du a botton and den ui chen click and it uill bi fanni" FANCULO].
venerdì 8 dicembre 2006
cose dell'altro mondo
Così dissero della-alla sottoscritta negli ultimi periodi:
"dovresti disinstallare vale.exe o al limite aggiornarlo"
"sei un cane ma ti voglio bene"
"quando pensi perché guardi nel vuoto?" [una amica osservandomi nei miei piu profondi pensieri]
"i capelli si, forse dovresti sfoltirli"
"fra qualche anno ti chiederò di sposarmi, ora non puoi capire" [si, forse ti sposerò :P]
"per te il solito litro di birra?"
"sei un gioiello, un fottuto diamante"
"é brava, un po' fulminata ma brava" [professore di animazione al professore di storia della grafica]
"hai l'aria sempre triste" [chi piu di ogni altro mi conosce]
"ora conto fino al 10 se al 3 sei ancora qui ti lancio una bottiglia" [mia sorella]
"ru sparagnu vene u varagnu te mica l'hai capito" [papà]
"sei una zingara, una zingara! come fai a vivere in quella camera??" [mamma]
"te sei un ragazza piuuuu" [amico svizzero tedesco]
"non devi essere molto normale se ascolti i cccp"
"in una vita precedente dovevi essere un peluche"
"amore mio, amore mio" [.............mia nonna]
"sei talmente piccola che mi vien voglia di buttarti a terra e picchiarti a sangue. Però affettuosamente"
"dovresti disinstallare vale.exe o al limite aggiornarlo"
"sei un cane ma ti voglio bene"
"quando pensi perché guardi nel vuoto?" [una amica osservandomi nei miei piu profondi pensieri]
"i capelli si, forse dovresti sfoltirli"
"fra qualche anno ti chiederò di sposarmi, ora non puoi capire" [si, forse ti sposerò :P]
"per te il solito litro di birra?"
"sei un gioiello, un fottuto diamante"
"é brava, un po' fulminata ma brava" [professore di animazione al professore di storia della grafica]
"hai l'aria sempre triste" [chi piu di ogni altro mi conosce]
"ora conto fino al 10 se al 3 sei ancora qui ti lancio una bottiglia" [mia sorella]
"ru sparagnu vene u varagnu te mica l'hai capito" [papà]
"sei una zingara, una zingara! come fai a vivere in quella camera??" [mamma]
"te sei un ragazza piuuuu" [amico svizzero tedesco]
"non devi essere molto normale se ascolti i cccp"
"in una vita precedente dovevi essere un peluche"
"amore mio, amore mio" [.............mia nonna]
"sei talmente piccola che mi vien voglia di buttarti a terra e picchiarti a sangue. Però affettuosamente"
mercoledì 6 dicembre 2006
Origini
Rannicchiati sul divano accendiamo lo stereo e attendiamo che le pareti si vernicino di sonorità elettroniche.
Faccio un tè, e, assieme a lui inizio a narrare le nostre ultime psicotiche storie.
Incappiamo ad un certo punto in una lunga, profonda e acida riflessione. L’amore.
Con la “a” minuscola. O con la “A” maiuscola. O con la “A” e la “R” maiuscola. O con la “a” minuscola la “M” e la “O” maiuscole, spazio tre puntini spazio e il resto minuscolo punto. Stop.
C’è l’amore che da sempre é nel cuore di mammà. C’è l’amore degli Amanti e c’è l’amore che si fà. C’è l’amore dell’adulto per il figlio appena nato. C’è l’amore del bambino per il dolce colorato.
C’è l’amore del poeta [che Ahi Il Nostro Amore È Una Corda Dura Che Ci Lega Ferendoci] e c’è l’amore che si vede negli occhi soltanto guardandoci.
La riflessione va per le lunghe e ne usciamo stremati. Ci guardiamo un istante in silenzio. Ci guardiamo attorno. È ovunque, è un’ossessione, è anche li. Lui, amore, s’intende. A volte si nasconde ma noi ormai sappiamo che c’é. Non fatemelo nominare. X. Ics.
CosÌ tra un sorso di tè, due cuscinate, onde elettriche e lillà ci spingiamo fino all’origine. All’origine dell’amore.
Ma non rischiamo tanto, ci guardiamo sospettosi, cercando un indizio per capire quali erano le nostre intenzioni. Le note echeggiavano. Lui sta per dire qualcosa ma si blocca subito. È titubante non lo sa, non sa dove cercarle queste origini. Dove sono avvinghiate, addosso quale storia, quando e con chi. Non ce la facciamo e a riguardo l’unico testo a cui decidiamo di credere è questo.
"Quando la terra era piatta e le nuvole erano di fuoco e le montagne arrivavano al cielo, qualche volta anche più in alto le persone vagavano per la terra come fusti rotolanti. Avevano 2 paia di braccia e 2 paia di gambe, 2 visi guardavano da una testa gigante. Potevano guardare intorno e parlare mentre leggevano e non sapevano nulla dell'amore. Tutto questo prima dell'origine dell'amore.
Allora esistevano 3 sessi uno aveva l'aspetto di due uomini incollati schiena contro schiena, erano figli del sole. simili per forma e rotondità erano le figlie della terra, sembravano 2 ragazze arrotolate l'una dentro l'altra. I figli della luna sembravano una forchetta e un cucchiaio, erano un po' sole e un po' terra, un po' figlio e un po' figlia.
Gli dei si spaventarono della nostra forza e coraggio e Thor voleva ucciderci come aveva fatto con i giganti. Ma Zeus preferiva usare il suo fulmine come una forbice e tagliò le gambe alle balene, tramutò dinosauri in lucertole. Poi raccolse qualche fulmine, scoppiò in una risate e disse "li dividerò in 2, li taglierò a metà". E nubi tempestose si raccolsero in cielo e divennero palle di fuoco e il fuoco piombò giù dal cielo come lame scintillanti di un coltello. E tagliò la carne dei figli del sole, della luna e della terra. Un dio indiano cucì la ferita formando un buco e formò l'ombelico per ricordarci il prezzo che paghiamo. E Osiride e gli dei del Nilo chiamarono un temporale per scatenare un uragano per mandarci dappertutto in un turbinio di vento e pioggia, in un mare di ondate. E se non faremo i bravi ci taglieranno di nuovo, salteremo su un piede solo e guarderemo con un solo occhio.
Rifiutami e sarai dannato.
L'ultima volta che ti ho visto ci eravamo divisi in 2. Tu guardavi me io guardavo te. Mi eri molto familiare ma non ti riconoscevo perché avevi sangue sul viso e io sangue negli occhi. Ma avrei giurato che il dolore della tua anima era lo stesso che sentivo nella mia. Questo é il dolore, scava una linea dritta dentro il cuore. Noi lo chiamiamo amore.
Ci siamo abbracciati e abbiamo cercato di tornare uniti, stavamo facendo l'amore, facevamo l'amore.
Era una sera buia e fredda tanto tempo fa per la mano possente di Giove, ecco la storia di come siamo diventati due gambe, la storia dell'origine dell'amore."
[Hedwig]
È ora di cena. La calma si è ristabilita, tutto è più sereno. Lasciamo cadere il discorso per dedicarci anima e corpo alle note elettriche. Pace amore e pizza.
Faccio un tè, e, assieme a lui inizio a narrare le nostre ultime psicotiche storie.
Incappiamo ad un certo punto in una lunga, profonda e acida riflessione. L’amore.
Con la “a” minuscola. O con la “A” maiuscola. O con la “A” e la “R” maiuscola. O con la “a” minuscola la “M” e la “O” maiuscole, spazio tre puntini spazio e il resto minuscolo punto. Stop.
C’è l’amore che da sempre é nel cuore di mammà. C’è l’amore degli Amanti e c’è l’amore che si fà. C’è l’amore dell’adulto per il figlio appena nato. C’è l’amore del bambino per il dolce colorato.
C’è l’amore del poeta [che Ahi Il Nostro Amore È Una Corda Dura Che Ci Lega Ferendoci] e c’è l’amore che si vede negli occhi soltanto guardandoci.
La riflessione va per le lunghe e ne usciamo stremati. Ci guardiamo un istante in silenzio. Ci guardiamo attorno. È ovunque, è un’ossessione, è anche li. Lui, amore, s’intende. A volte si nasconde ma noi ormai sappiamo che c’é. Non fatemelo nominare. X. Ics.
CosÌ tra un sorso di tè, due cuscinate, onde elettriche e lillà ci spingiamo fino all’origine. All’origine dell’amore.
Ma non rischiamo tanto, ci guardiamo sospettosi, cercando un indizio per capire quali erano le nostre intenzioni. Le note echeggiavano. Lui sta per dire qualcosa ma si blocca subito. È titubante non lo sa, non sa dove cercarle queste origini. Dove sono avvinghiate, addosso quale storia, quando e con chi. Non ce la facciamo e a riguardo l’unico testo a cui decidiamo di credere è questo.
"Quando la terra era piatta e le nuvole erano di fuoco e le montagne arrivavano al cielo, qualche volta anche più in alto le persone vagavano per la terra come fusti rotolanti. Avevano 2 paia di braccia e 2 paia di gambe, 2 visi guardavano da una testa gigante. Potevano guardare intorno e parlare mentre leggevano e non sapevano nulla dell'amore. Tutto questo prima dell'origine dell'amore.
Allora esistevano 3 sessi uno aveva l'aspetto di due uomini incollati schiena contro schiena, erano figli del sole. simili per forma e rotondità erano le figlie della terra, sembravano 2 ragazze arrotolate l'una dentro l'altra. I figli della luna sembravano una forchetta e un cucchiaio, erano un po' sole e un po' terra, un po' figlio e un po' figlia.
Gli dei si spaventarono della nostra forza e coraggio e Thor voleva ucciderci come aveva fatto con i giganti. Ma Zeus preferiva usare il suo fulmine come una forbice e tagliò le gambe alle balene, tramutò dinosauri in lucertole. Poi raccolse qualche fulmine, scoppiò in una risate e disse "li dividerò in 2, li taglierò a metà". E nubi tempestose si raccolsero in cielo e divennero palle di fuoco e il fuoco piombò giù dal cielo come lame scintillanti di un coltello. E tagliò la carne dei figli del sole, della luna e della terra. Un dio indiano cucì la ferita formando un buco e formò l'ombelico per ricordarci il prezzo che paghiamo. E Osiride e gli dei del Nilo chiamarono un temporale per scatenare un uragano per mandarci dappertutto in un turbinio di vento e pioggia, in un mare di ondate. E se non faremo i bravi ci taglieranno di nuovo, salteremo su un piede solo e guarderemo con un solo occhio.
Rifiutami e sarai dannato.
L'ultima volta che ti ho visto ci eravamo divisi in 2. Tu guardavi me io guardavo te. Mi eri molto familiare ma non ti riconoscevo perché avevi sangue sul viso e io sangue negli occhi. Ma avrei giurato che il dolore della tua anima era lo stesso che sentivo nella mia. Questo é il dolore, scava una linea dritta dentro il cuore. Noi lo chiamiamo amore.
Ci siamo abbracciati e abbiamo cercato di tornare uniti, stavamo facendo l'amore, facevamo l'amore.
Era una sera buia e fredda tanto tempo fa per la mano possente di Giove, ecco la storia di come siamo diventati due gambe, la storia dell'origine dell'amore."
[Hedwig]
È ora di cena. La calma si è ristabilita, tutto è più sereno. Lasciamo cadere il discorso per dedicarci anima e corpo alle note elettriche. Pace amore e pizza.
Avanti!
Alla fine dei conti ne era uscita praticamente illesa. Aveva preso quella curva male, molto male. Non se la ricordava così, quella strada, complice forse il fatto che da qualche anno ormai non tornava a casa. Sta di fatto che nel giro di pochi secondi si ritrova col culo a terra, col la Vespa a qualche metro di distanza e i pantaloni rotti. Tutt’intorno, il nulla.
Certo, era passato un cane, ma chiedere aiuto a lui le era sembrato effettivamente fuori luogo.
Si rialza quindi vagamente intontita dall’accaduto. Guarda i probabili danni e ne conclude che infondo non era successo niente di eccessivamente grave. La Vespa aveva qualche graffio, le ossa parevano tutte al loro posto e i pantaloni, beh, rotti facevano tendenza.
Rincorre l’ultima arancia rotolata via dal sacco della spesa e la ripone assieme alle sue sorelle in quel che era rimasto del sacchetto.
Era il tramonto di una stupenda giornata di primavera, una di quelle giornate dove tutto è per forza bello, dove la campagna tutt’attorno prendeva dei magici riflessi dorati che le ricordavano che anni prima proprio in quel posto blablabla.
Cadde così in una serie di psicotici ricordi di quel che, tempo prima, era stata la sua vita li.
E allora iniziò a pensare a quanto aveva detestato quel luogo da giovane ribelle qual’era stata, ma allo stesso tempo si rese conto che quello, sarebbe rimasto per sempre l’unico posto in cui si sarebbe sentita realmente a casa.
Si ricordò che da bambina con i suoi amici correva per giornate intere in quelle campagne. Non vi era nulla di particolarmente eccitante in quell’azione ma erano capaci di ridere per ore per quelle sciocchezze.
Le immagini scorrevano nella mente come un album di fotografie, i profumi erano gli stessi di un tempo, e a poco a poco riaffioravano alla testa anche quelle canzoni e quei suoni che tanto l’avevano fatta sognare.
Quelle musiche, colonna sonora di una vita sempre in corsa, sempre alla ricerca di qualcosa in più, quel qualcosa che alla fine non l’avrebbe fatta sentire né più felice né più libera come lei pensava. Quanti giorni spesi a cantare quelle canzoni; inneggiando alla ribellione, alla fuga, alla trasgressione. Perché era questo che voleva lei a 20 anni… era fuggire, trasgredire, essere libera di pensare e fare quel che voleva. Com’era stato strano riascoltarle dopo così tanti anni.
Ed una ad una le erano passate davanti tutte quelle facce, quelle persone che da tanto non vedeva. I suoi più cari amici, i suoi fidanzatini delle elementari, i suoi improbabili amori di una vita. E i professori, i compagni, le commesse, i cuochi della mensa. Tutto era molto più facile allora. Tutto aveva un sapore più dolce.
Quella volta che avevano dormito in spiaggia x giorni e i festival musicali, woodstock dei suoi tempi. E quel giorno che si erano persi in dionisiache danze in mezzo alla piazza in pieno giorno e la pizza alle 5 di mattina, le birre in spiaggia, e l’amore senza pensarci troppo, e poi ancora e ancora.
Un velo di malinconia nei suoi occhi. Era giunto il momento di ritrovare un po’ di passato in quel presente.
Con tutti i buoni propositi si scrolla la polvere di dosso e si rimette in sella alla Vespa, che, ancora un po’ offesa dalla caduta, ripartirà solo al terzo tentativo. E poi via, verso quei vecchi volti, che forse tanto vecchi poi non erano.
Certo, era passato un cane, ma chiedere aiuto a lui le era sembrato effettivamente fuori luogo.
Si rialza quindi vagamente intontita dall’accaduto. Guarda i probabili danni e ne conclude che infondo non era successo niente di eccessivamente grave. La Vespa aveva qualche graffio, le ossa parevano tutte al loro posto e i pantaloni, beh, rotti facevano tendenza.
Rincorre l’ultima arancia rotolata via dal sacco della spesa e la ripone assieme alle sue sorelle in quel che era rimasto del sacchetto.
Era il tramonto di una stupenda giornata di primavera, una di quelle giornate dove tutto è per forza bello, dove la campagna tutt’attorno prendeva dei magici riflessi dorati che le ricordavano che anni prima proprio in quel posto blablabla.
Cadde così in una serie di psicotici ricordi di quel che, tempo prima, era stata la sua vita li.
E allora iniziò a pensare a quanto aveva detestato quel luogo da giovane ribelle qual’era stata, ma allo stesso tempo si rese conto che quello, sarebbe rimasto per sempre l’unico posto in cui si sarebbe sentita realmente a casa.
Si ricordò che da bambina con i suoi amici correva per giornate intere in quelle campagne. Non vi era nulla di particolarmente eccitante in quell’azione ma erano capaci di ridere per ore per quelle sciocchezze.
Le immagini scorrevano nella mente come un album di fotografie, i profumi erano gli stessi di un tempo, e a poco a poco riaffioravano alla testa anche quelle canzoni e quei suoni che tanto l’avevano fatta sognare.
Quelle musiche, colonna sonora di una vita sempre in corsa, sempre alla ricerca di qualcosa in più, quel qualcosa che alla fine non l’avrebbe fatta sentire né più felice né più libera come lei pensava. Quanti giorni spesi a cantare quelle canzoni; inneggiando alla ribellione, alla fuga, alla trasgressione. Perché era questo che voleva lei a 20 anni… era fuggire, trasgredire, essere libera di pensare e fare quel che voleva. Com’era stato strano riascoltarle dopo così tanti anni.
Ed una ad una le erano passate davanti tutte quelle facce, quelle persone che da tanto non vedeva. I suoi più cari amici, i suoi fidanzatini delle elementari, i suoi improbabili amori di una vita. E i professori, i compagni, le commesse, i cuochi della mensa. Tutto era molto più facile allora. Tutto aveva un sapore più dolce.
Quella volta che avevano dormito in spiaggia x giorni e i festival musicali, woodstock dei suoi tempi. E quel giorno che si erano persi in dionisiache danze in mezzo alla piazza in pieno giorno e la pizza alle 5 di mattina, le birre in spiaggia, e l’amore senza pensarci troppo, e poi ancora e ancora.
Un velo di malinconia nei suoi occhi. Era giunto il momento di ritrovare un po’ di passato in quel presente.
Con tutti i buoni propositi si scrolla la polvere di dosso e si rimette in sella alla Vespa, che, ancora un po’ offesa dalla caduta, ripartirà solo al terzo tentativo. E poi via, verso quei vecchi volti, che forse tanto vecchi poi non erano.
martedì 5 dicembre 2006
creep
Giornata curiosa quella di oggi. Già da subito, si.. la sveglia suona alle 6.47 e io mi sveglio dopo circa 15minuti. E state certi che se mi sveglio 15 minuti dopo é la fine. Si perché matematicamente il bicchiere col latte cade, il dentifricio mi si spalma sulla maglia e ho i capelli in aria. Perdita totale minuti: 10. Dopodiché l'auto sarà sistematicamente in riserva. Perdita minuti: 10. Ok, 15 minuti di ritardo, 10 di danni e 10 di benzina. Ok.
Arrivo a lezione ormai iniziata, fortuna che ci sono neorealismo e Roma città aperta che mi restituiscono un po' di voglia di farne. Trasloco in atelier dove il mio banco é invaso da strani esseri di plastilina che qualcuno ha ben pensato di depositare li. Ok, faccio amicizia con gli omini gommosi lasciandogli parte del mio banco. Pranzo. Lo yoghurt che avevo portato da casa ha deciso di aprirsi da solo. Dentro la borsa. Ok, danni limitati per fortuna.
Storia dell'arte passata come addetta alle luci. Appunti presi: zero. Mi diverto disegnando la mia mano con sei dita.
Aspettiamo 30minuti l'arrivo del Primate responsabile di comunicazione visiva. Ci spiegano i workshop.
È finita e finalmente esco. Piove. Nemmeno a dirlo... non ho l'ombrello. Vado a recuperare l'auto. Mp3 scarico, aargh.
Un cartello indica di mettere le catene per la neve, rimango perplessa ma ne concludo che forse non era necessario per attraversare il ceneri.
Arrivo a casa e affronto mia madre che esclama "ti ho chiamata 4 volte, non hai proprio fretta di tornare a casa te!". L'avevo avvertita la sera prima. Beh, non importa. OK.
Ed ora é una cazzutissima mezzanotte, spero che domani sia un po' meglio, e come buona notte mi sparo i radiohead in cuffia.
stay tuned
When you were here before
Couldn't look you in the eye
You're just like an angel
Your skin makes me cry
You float like a feather
In a beautiful world
And I wish I was special
You're so fuckin' special
But I'm a creep, I'm a weirdo.
What the hell am I doing here?
I don't belong here.
I don't care if it hurts
I want to have control
I want a perfect body
I want a perfect soul
I want you to notice
When I'm not around
You're so fuckin' special
I wish I was special
But I'm a creep, I'm a weirdo.
What the hell am I doing here?
I don't belong here.
She's running out again,
She's running out
She's run run run running out...
Whatever makes you happy
Whatever you want
You're so fuckin' special I wish I was special...
But I'm a creep, I'm a weirdo,
What the hell am I doing here?
I don't belong here. I don't belong here.
Arrivo a lezione ormai iniziata, fortuna che ci sono neorealismo e Roma città aperta che mi restituiscono un po' di voglia di farne. Trasloco in atelier dove il mio banco é invaso da strani esseri di plastilina che qualcuno ha ben pensato di depositare li. Ok, faccio amicizia con gli omini gommosi lasciandogli parte del mio banco. Pranzo. Lo yoghurt che avevo portato da casa ha deciso di aprirsi da solo. Dentro la borsa. Ok, danni limitati per fortuna.
Storia dell'arte passata come addetta alle luci. Appunti presi: zero. Mi diverto disegnando la mia mano con sei dita.
Aspettiamo 30minuti l'arrivo del Primate responsabile di comunicazione visiva. Ci spiegano i workshop.
È finita e finalmente esco. Piove. Nemmeno a dirlo... non ho l'ombrello. Vado a recuperare l'auto. Mp3 scarico, aargh.
Un cartello indica di mettere le catene per la neve, rimango perplessa ma ne concludo che forse non era necessario per attraversare il ceneri.
Arrivo a casa e affronto mia madre che esclama "ti ho chiamata 4 volte, non hai proprio fretta di tornare a casa te!". L'avevo avvertita la sera prima. Beh, non importa. OK.
Ed ora é una cazzutissima mezzanotte, spero che domani sia un po' meglio, e come buona notte mi sparo i radiohead in cuffia.
stay tuned
When you were here before
Couldn't look you in the eye
You're just like an angel
Your skin makes me cry
You float like a feather
In a beautiful world
And I wish I was special
You're so fuckin' special
But I'm a creep, I'm a weirdo.
What the hell am I doing here?
I don't belong here.
I don't care if it hurts
I want to have control
I want a perfect body
I want a perfect soul
I want you to notice
When I'm not around
You're so fuckin' special
I wish I was special
But I'm a creep, I'm a weirdo.
What the hell am I doing here?
I don't belong here.
She's running out again,
She's running out
She's run run run running out...
Whatever makes you happy
Whatever you want
You're so fuckin' special I wish I was special...
But I'm a creep, I'm a weirdo,
What the hell am I doing here?
I don't belong here. I don't belong here.
lunedì 4 dicembre 2006
rock on
Ci sono periodi dove tutto scivola via veloce. Periodi dove le giornate ti passano fra le dita, senza darti nemmeno il tempo di capire cosa é successo. È passato così questo periodo, più veloce del previsto. Alle mie spalle un sacco di malinconia, pensieri confusi e ricordi di caldi giorni passati laggiu, dove tutto era alla giornata. Ricordi vivi che ancora pulsano e bramano x uscire e rimanere cosi, in qualche modo impressi da qualche parte.
[Telefoni che squillano, viaggi in nave, carabinieri, e foto foto foto e meloni, libri, gelato all'amarena, improbabili fidanzati, gatti magri e vino, vino, vino]
Ho deciso che si, ok, ho voglia di sorridere. Ho voglia di ripercorrere quel fantastico mese e marcarne i momenti topici. Sì, do' i numeri.
Darei un 10 iniziale alla polo che ci ha riportate a casa.
Un 10 alle angurie e ai meloni. Ma anche a Cefalù. Un 10+ al gin lemon di marina di ragusa, e ai suoi abitanti.Un 3 alla maglietta troppo corta di quel tipo sulla nave.
Un 3 anche alla polo (ma solo x poche ore) che ci ha fatto paura quando ci ha mostrato, sfacciata, la spia della batteria.Un 5 ai 50 minuti di fuochi artificiale a Trapani.
Un 9 agli ultimi 3 minuti dei fuochi di Trapani.Un 1 agli automobilisti siciliani.
Un 7 per tutte le uscite dall'autostrada vicino a Catania. Le abbiam passate tutte, anche più di una volta.
Un 9 a San gregorio, il suo b&b e salvatore.
Bacio accademico al mare di favignana, alle bici old style e ai carabinieri siculi.
Una lode agli occhiali, si quelli neri con due stanghette..aperti di lato. Che poi si congiungono alla fine. Ecco loro.
Un 8 ai waffel e alle brioshe con gelato.
Un 1 ai 35kg che prendi mangiandone anche solo uno, di waffel.
Un 2 al prurito del "primo sole" che però dura 2 settimane.
Senza voto le danze di quel tizio a Cornino alla capannina, il suo finto dj set, e i testi delle canzoni che non sapeva. Ma tutto sommato un 9 per quanto ci ha fatto divertire.
Un 8 alle stradine di siracusa, ai porti vecchi, al loro fascino e al buon vino.
Un 10 a pirandello e al balcone da cui traeva ispirazione.
Un 9 all'elefantino di catania, e allo spirito barocco della gente. Una lode anche per la vespa color panna posteggiata ad agrigento. Un gioiello.
Un 4 al vento di erice, al freddo e all'attesa di un bus nel pieno della notte.Un 10 alle pizze, alle birre, al cielo stellato e a renzo baffetto.
Un dieci all'alba, un 10 al tramonto, al mare, a mia nonna, al ghiacciolo al gelsomino.Un 9 all' Ätna ("E", si scrive con la E) internazionale che ha deciso di eruttare ora. Al suo stupendo paesaggio nero, alle bocche fumanti e alle piste da sci.
E un cèèènto alle mie compagne di viaggio.
rock on.
[Telefoni che squillano, viaggi in nave, carabinieri, e foto foto foto e meloni, libri, gelato all'amarena, improbabili fidanzati, gatti magri e vino, vino, vino]
Ho deciso che si, ok, ho voglia di sorridere. Ho voglia di ripercorrere quel fantastico mese e marcarne i momenti topici. Sì, do' i numeri.
Darei un 10 iniziale alla polo che ci ha riportate a casa.
Un 10 alle angurie e ai meloni. Ma anche a Cefalù. Un 10+ al gin lemon di marina di ragusa, e ai suoi abitanti.Un 3 alla maglietta troppo corta di quel tipo sulla nave.
Un 3 anche alla polo (ma solo x poche ore) che ci ha fatto paura quando ci ha mostrato, sfacciata, la spia della batteria.Un 5 ai 50 minuti di fuochi artificiale a Trapani.
Un 9 agli ultimi 3 minuti dei fuochi di Trapani.Un 1 agli automobilisti siciliani.
Un 7 per tutte le uscite dall'autostrada vicino a Catania. Le abbiam passate tutte, anche più di una volta.
Un 9 a San gregorio, il suo b&b e salvatore.
Bacio accademico al mare di favignana, alle bici old style e ai carabinieri siculi.
Una lode agli occhiali, si quelli neri con due stanghette..aperti di lato. Che poi si congiungono alla fine. Ecco loro.
Un 8 ai waffel e alle brioshe con gelato.
Un 1 ai 35kg che prendi mangiandone anche solo uno, di waffel.
Un 2 al prurito del "primo sole" che però dura 2 settimane.
Senza voto le danze di quel tizio a Cornino alla capannina, il suo finto dj set, e i testi delle canzoni che non sapeva. Ma tutto sommato un 9 per quanto ci ha fatto divertire.
Un 8 alle stradine di siracusa, ai porti vecchi, al loro fascino e al buon vino.
Un 10 a pirandello e al balcone da cui traeva ispirazione.
Un 9 all'elefantino di catania, e allo spirito barocco della gente. Una lode anche per la vespa color panna posteggiata ad agrigento. Un gioiello.
Un 4 al vento di erice, al freddo e all'attesa di un bus nel pieno della notte.Un 10 alle pizze, alle birre, al cielo stellato e a renzo baffetto.
Un dieci all'alba, un 10 al tramonto, al mare, a mia nonna, al ghiacciolo al gelsomino.Un 9 all' Ätna ("E", si scrive con la E) internazionale che ha deciso di eruttare ora. Al suo stupendo paesaggio nero, alle bocche fumanti e alle piste da sci.
E un cèèènto alle mie compagne di viaggio.
rock on.
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