Oggi, tornando a casa in autostrada [che negli ultimi giorni è inesauribile fonte di riflessioni] ho incontrato un uomo con il cappello, a piedi e con una valigia. Una grande valigia rossa, di quelle con le rotelle. In autostrada, dico.
Era piuttosto elegante e l'ho visto che fischiettava camminando sulla corsia d'emergenza.
La cosa strana è che il mio primo pensiero è stato: "Fortunato lui, anche io vorrei andare in vacanza" per una ovvia [ma nemmeno troppo] relazione valigia-vacanza.
Solo dopo qualche secondo ho realizzato che beh, non è proprio normale incontrare un uomo con una valigia rossa in autostrada. E anche se la valigia fosse stata blu, voglio dire, proprio normale non era.
Il fatto è che non c'era ombra di auto ferme-incidentate-triangoli-soccorso.
C'era solo quel curioso uomo con la valigia.
Sono certa che in realtà son io che ho bisogno di una vacanza e quella era una sorta di allucinazione.
Un po' come nel deserto si vedono apparire improbabili oasi, io vedo apparire eleganti uomini con la valigia in autostrada.
Che c'è di male?
Basita,
v.
ps. E così, tanto per chiudere in bellezza, una chicca anni 80:
"Uuuh la pioggia, il vento, il sole io e te, così io e te
Verdi prati e poi chissà un bel mare blu yesterday, yesterday...
clapclapclaaaap
Freeway, freeway nel vento io e te
Freeway, freeway con te solo io e te"
Chi non ricorda i beehive?
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